(Parte 1) We a Matera e Castelmezzano con Volo dell’Angelo

(Parte 1) We a Matera e Castelmezzano con Volo dell’Angelo

(Parte 1) We a Matera e Castelmezzano con Volo dell’Angelo

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…ebbene si, sono qui a scrivere due righe sul we appena trascorso a Matera e Castelmezzano. Chi mi conosce sa che la scrittura non è il mio forte ma voglio provarci. Un racconto semplice e abbastanza schematico così da non annoiarvi e darvi più informazioni utili (che poi sono quelle che mi avete chiesto in molti)

Comincio… 😉

 

 

Venerdì 10 novembre 2017

Partenza: SAN BENEDETTO DEL TRONTO (ore 17.30 circa)

Arrivo: MATERA (ore 21.45 circa)

KM PERCORSI: 400

PERCORSO: A14 fino all’uscita CANOSA DI PUGLIA poi Strade Provinciali attraversando Minervino Murge, Spinazzola e Gravina di Puglia.

 

 

MATERA

Pernotto presso il SAXUM MATERA situato nel Sasso Caveoso. Struttura con due camere da letto dotate di bagni privati per un totale di 4 posti letto. La prima dotata di balcone con affaccio sui “Sassi” mentre l’altra bella ma priva di finestra. Per la comodità, la bellezza e la minima differenza di prezzo ho scelto la camera con balcone. Prezzo pagato per il pernotto € 70,00. Androne, camera, bagno e armadio puliti, wi-fi libero, presente e funzionante, macchinetta del caffè a cialde disponibile. Il proprietario Guido (previa comunicazione) mi ha permesso di fare il check-in alle 22.00 (orario previsto di arrivo su Matera). Arrivato in città mi ha fatto posteggiare l’autovettura in Via Lucana (quartiere “nuovo” situato appena fuori le mura con parcheggi gratuiti). Trasbordo i miei bagagli dalla mia alla sua autovettura e insieme ci avviamo nell’area riservata della città fino al B&B. Nel mentre mi chiede se volessi fare un giro veloce in auto all’interno dei Sassi prima di raggiungere la stanza. Alla mia risposta affermativa abbiamo “circumnavigato” il sito con tanto di spiegazione storica di quello che sono stati i “Sassi” e cosa sono e stanno diventando. Usando una sua frase scrivo “da vergogna dell’Italia a patrimonio mondiale dell’Unesco”.

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Depositati i bagagli in camera (nonostante la tarda ora e le temperature non più miti) giretto turistico/fotografico a piedi per il Sasso Caveoso e il Sasso Barisano. Possibilità di girare tutta la zona in assoluta tranquillità in lungo e largo. Pochi i ristorantini/locali ancora aperti ma nulla di strano vista l’ora e la bassa stagione. Il complesso è un continuo “sali e scendi”, scalinate, vicoli, chiese rupestri ed archetti. Portatevi un paio di scarpe comode, abbigliamento adeguato a delle vere e proprie escursioni e tanta tanta voglia di “osservare”. Appagata la “voglia fotografica” di una Matera notturna (paragonabile ad un grande presepe) tornavo in stanza verso l’una e mezza.

 

 

Sabato 11 novembre 2017

 

Sveglia comoda verso le 09.00 circa.

Senza nulla togliere al caffè del SAXUM ho preferito una colazione all’esterno recandomi al primo bar vicino “IL QUARTO STORTO” dove, sotto un ombrellone bianco e comodamente seduto all’esterno, ho degustato un ottimo cornetto (inizialmente vuoto) poi riempito al momento con confettura di albicocche, un succo di frutta e per finire un caffè.

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Fatta colazione ho chiamato il mio nuovo amico Guido per effettuare il check-out che solo dopo avermi regalato un CUCCU’ (un fischietto in terracotta a forma di galletto – oggetto tipico dell’artigianato locale) mi riaccompagnava alla mia autovettura.

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Volendo passare ancora qualche ora nella cittadina caricavo i bagagli in auto e la spostavo in un parcheggio a pagamento poco distante (sempre su Via Lucana con un prezzo di €0.50/ora). Nonostante su tutti i muri vi fosse scritto “parcheggio incustodito” le mie “paranoiche paranoie” di avere un’auto piena di valigie in una città sconosciuta rendeva quel garage più sicuro rispetto ad un parcheggio all’aperto.

Scarpe comode e macchinetta fotografica al collo cominciava la mia escursione materana.

L’Info Point sito su Via Lucana nei pressi di “Belvedere Piazzetta Pascoli” mi forniva di una piantina gratuita dei Sassi raffigurante le attrazioni principali. Rinunciando ad un “giro organizzato con guida turistica” (purtroppo non amo i grandi gruppi nonostante sia interessato ad ascoltare una guida turistica) mi avviavo con grande curiosità tra i vicoli, le scale e le infinite chiese rupestri di questa città riscoperta.

Con un biglietto a pagamento (€ 6,00) sono riuscito a visitare l’interno di tre particolari chiese rupestri (edifici scavati nella roccia inizialmente luoghi religiosi per poi avere altre destinazioni d’uso). Non ho documentazione fotografica di questi luoghi in quanto è severamente vietato usare cellulari/macchine fotografiche al suo interno.

Santa Lucia alle Malve

Chiesa di Santa Maria di Idris

Chiesa di San Pietro Barisano

Secondo il mio modesto parere i soldi spesi per il biglietto valgono le attrattive visitate.

Successivamente non può mancare una visita al DUOMO (cattedrale di Maria SS. della Bruna). Ci arrivo attraversando un’enorme piazza con vista panoramica da brivido. L’interno è a tre navate suddivise da grandi e bellissime colonne sormontate da capitelli.

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Tappa successiva “Casa Noha” del FAI (Fondo Ambiente Italiano) dove con un biglietto di € 5,00 propone al visitatore video (belli) proiettati sui muri delle stanze in cui viene ripercorsa la storia della civiltà materana dal Paleolitico fino ai giorni nostri giorni. La visita dura all’incirca 30 minuti. Anche qui la resa vale la spesa.

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Chi mi conosce sa bene che necessito costantemente di sfamare la mia voglia di cibo. Un cornetto e due caffè non possono sicuramente bastare per campare un’intera giornata 🙂

Girovagando per la città senza usare “APP” particolari noto un “ristorantino/caffè” dall’aspetto accattivante dal nome CAMERLINGO KITCHEN CAFE’ sito in Via San Francesco d’Assisi. Mi siedo su un tavolo alto con sgabelli. Staff e titolare Enzo molto cordiali. Ordino un piatto di orecchiette con le cime di rapa. Buono! Nel frattempo (probabilmente vista la stazza della mia panza) Enzo mi porta del buonissimo pane materano (pagnottone con una cresta sopra dall’interno di colore giallino) e dei peperoncini sott’olio da mettere sopra. Evito di dirvi che mi sono scofanato l’interno cestino del pane e tutti i peperoncini del vasetto.

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Finisco la pasta ed Enzo ritorna all’attacco… “vuoi provare un panino particolare al polpo che facciamo noi???” Secondo voi cosa ho risposto??? Una decina di minuti d’attesa e stavo già sbranando un panino a tartaruga con polpo alla piastra, cipolla e rucola. Una bontà. Pago il conto (onesto), quattro chiacchiere e saluti vari.

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A panza strapiena ancora qualche giro su e giù per i Sassi fino a raggiungere il “Palombaro” (cisterna idrica della città) ma senza riuscire ad entrare perché chiuso dalle ore 13.00. Pazienza, un motivo in più per tornare.

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Soddisfatto di questa “gita fuori porta” alle 16:00 circa salivo in auto per raggiungere Castelmezzano!!!

…appena avrò due minuti di tempo cercherò di raccontarvi la seconda parte del viaggio 😉

 

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